Non esiste un solo militare che non abbia ascoltato “Il Silenzio”.
Ma pochi di noi, ne conoscono la storia. Quella musica procura un senso di quiete e qualche volta un groppo alla gola e fa piangere.
Esistono due versioni della storia del silenzio e questo lascia adito a errori grossolani.
In effetti cercando nel web tutto fa credere che la storia del “Silenzio” sia quella “Americana” riportata qui sotto. A tal proposito sono stato contattato dal Sergente Dott. Diego Fassa, Segretario Federazione A.N.Art.I. di Treviso che mi ha aperto gli occhi sulla vicenda inviandomi del materiale che spiega in maniera inequivocabile quale sia la VERA STORIA DEL “SILENZIO”. Dopo le opportune verifiche a dimostrazione delle tesi da lui addotte, mi sento in dovere di apportare una sostanziale correzione all’articolo. Per poter spiegare meglio tutta la vicenda riporto il testo della lettera pubblicata dallo stesso presso l’A.N.Art.I dove mette in chiaro, con dovizia di particolari molto competenti la vera versione. A tal proposito si possono evincere diverse incongruenze tra la versione “americana” e quella Sabauda. Ecco il testo della lettera:
Titolo: Il Silenzio d’Ordinanza e i pappagalli del web
27 aprile 2025
Cari artiglieri è deprimente vedere come notizie poco attendibili vengano postate su internet senza una preventiva verifica e poi riprese e rilanciate, da inqualificabili “pappagalli”, che le ritengono vere solo perché le hanno rinvenute nella rete! Quello descritto è l’incredibile schema fra le cui maglie è caduto il nostro Silenzio d’Ordinanza. Tutto accade durante le mie escursioni sul web, questa volta condotte in qualità di musicista e trombettiere, che si ripropongono di reperire notizie sulla genesi della partitura, sui suoi autori, sulla storia di quest’aria musicale. Così inizio a navigare e mi imbatto nella “storiella” del capitano Ellicombie appartenente alle truppe americane dell’Unione durante la guerra civile. Secondo alcuni (sconsiderati), da questa struggente vicenda umana avrebbe avuto origine il Silenzio Militare; si! Certo! Quello americano forse! Ma non il nostro “Silenzio”. La cosa non mi convince, anche se la stessa notizia è rinvenibile nel sito dell’ANSI (Ass. Naz. Sottufficiali Esercito), nel Corriere salentino.it in un articolo del 4 novembre 2024 a firma dell’ex ufficiale dell’esercito Cosimo Enrico Marseglia, nel rotocalco online VOCE in un articolo del 25 aprile 2017 a firma di tale Elisa Paltrinieri, ripreso poi anche dal sito del gruppo di Rivoli dell’ANA torinese, che ripropone l’articolo della Paltrinieri, come fosse oro colato; questo solo per citare alcuni esempi rinvenuti. Ma altri ce ne sono!
La sola cosa che accomuna il Silenzio americano a quello italiano sono le tre note di cui è composta la musica di entrambi: SOL, DO e MI. Ma questa coincidenza trova spiegazione nella grossolanità delle trombe dell’epoca (vedi “La tromba nella storia” di Gianmario Bonino, ed. Lulu.com, testo per Conservatorio). Da queste rudimentali trombe erano pochi gli armonici che si potevano ottenere con una certa facilità, diciamo da medi suonatori, fra questi armonici figurano le tre note citate.
Non pago di quanto rinvenuto continuo le mie ricerche fino ad imbattermi in un testo parzialmente digitalizzato rinvenuto in un libro ad uso dell’esercito sabaudo dal titolo «Regolamento di disciplina militare per le truppe di fanteria», a stampa dei F.lli Fodratti di Torino. Di questo testo esistono due edizioni giunte sino a noi, una del 1840 (481 pag.) e una del 1859 (543 pag.). Sia nella edizione del 1840 che in quella del 1859 sono riassunti due gruppi di segnali musicali completi di pentagramma: i «Segnali per il servizio interno di caserma» (19 segnali) e i «Segnali per i trombettieri del Quartiere» (altri 19 segnali). In entrambe le edizioni i «Segnali di caserma» sono eseguiti da una coppia di tromba più rullante, mentre i «Segnali di Quartiere» (dove per Quartiere si intende lo spazio vitale riservato ai singoli reparti di caserma) sono eseguiti da sola tromba. A sottolineare quando detto sopra i 38 comandi (19+19) sono ESCLUSIVAMENTE una combinazione di SOL, DO e MI con una estensione che va dal SOL2 al DO4. Al comando n° 18, “Colpi del silenzio” della edizione 1840 viene proposta la seguente partitura in chiave di Sol:

Si tratta di una unica nota di SOL2, di due valori diversi che si ripete per tre volte, con rullante. Nella versione del 1859, lo stesso comando n.18 – Colpi del Silenzio, viene proposto con una partitura per tromba modificata rispetto all’edizione del 1840, che qui riporto in forma compatta per motivi di spazio:

La musica inizia sempre con la nota di SOL2 a cui sono state aggiunte poi le altre due note di DO3 e MI3, scritte quindi in un registro di un’ottava più bassa rispetto alla versione attuale che tutti conosciamo. Si può ipotizzare che la stesura del motivo di un’ottava più bassa sia dovuta ai limiti degli strumenti del tempo. Ma questa partitura del 1859 è quella più prossima (per non dire uguale) al nostro “Silenzio Militare”.
Qui di seguito riporto la versione odierna del nostro “Silenzio d’Ordinanza” scritto un’ottava sopra la versione del 1859, nell’arrangiamento del M° L. Mastrotto, ad uso e consumo dei lettori che fin qui mi hanno seguito. L’estensione è compresa fra il SOL3 e il MI4.

Inoltre, a sostegno di questa tesi, ci sono anche le date: il secondo manoscritto italiano è edito nel 1859 mentre la guerra civile americana è stata combattuta fra il 1861 e il 1865, periodo in cui accadono i fatti narrati nella “storiella Ellicombie”.

Ultima precisazione riguarda il testo del Silenzio, nostro e americano; il nostro Silenzio non ha mai avuto un testo, mentre la versione americana invece il testo ce l’ha. Vista la similitudine delle due partiture (italiana e americana) avanzo due ipotesi.
La prima è che le partiture abbiano avuto origine indipendente. Molte altre cose, a questo mondo, sono state “inventate” più volte durante l’esistenza umana (l’agricoltura, il linguaggio, la scrittura, ecc.).
La seconda è che qualche emigrante, che aveva prestato servizio nell’esercito sabaudo, abbia raggiunto l’America negli anni della guerra civile e abbia fatto conoscere la nostra melodia che è stata opportunamente variata e adottata dall’esercito americano; il contrario onestamente lo ritengo difficile.
Concludo queste righe nella certezza che il nostro Silenzio d’Ordinanza ha avuto origini italiane (sabaude) ed è stato concepito nel periodo che va dal 1840 al 1859, come termine massimo. E qui mi fermo, anche se l’indignazione verso la leggerezza e il poco spessore culturale, dimostrato nel web, da soggetti che operano in ambiti attinenti con i fatti narrati, rischia di farmi trasecolare.
Firmato,
Sergente Dott. Diego Fassa
Segretario Federazione A.N.Art.I. di Treviso
Come potete constatare è evidente che quella “Americana” è una versione successiva anche perché le date lo dimostrano. Io comunque vi lascio anche la seconda versione qui sotto, ma ci tengo a precisare che a rigor di logica, quella sabauda è la VERA storia alla quale fare riferimento. Infine c’è da precisare che TAPS è nato con un testo a corredo della musica, il nostro Silenzio d’Ordinanza non ha mai avuto testo! Solo musica! Quindi il testo riportato nella spiegazione della versione americana che leggete di seguito, è una pura invenzione!
Come ulteriore dimostrazione della veridicità delle affermazioni del dott. Diego Fassa Riporto quanto dichiarato su Wikipedia:
Il silenzio è un brano strumentale di Nini Rosso[1] – variazione del segnale del Silenzio –, suonato con la tromba[N 1] e pubblicato nel 1964 come singolo in molteplici edizioni con differenti b side[2][4][5] e, l’anno dopo, come traccia d’apertura dell’omonimo album (Durium, DRL.50011)[6].
“A dispetto di quanto si creda, il segnale del Silenzio non deriva dal Taps statunitense, bensì dai Colpi del silenzio dell’esercito del Regno di Sardegna, come testimoniato dal Regolamento di disciplina militare e di istruzione e servizio interno per la fanteria del 1859[7].”
Materiali e foto fornite dal sig. Dott. Diego Fassa

Questa è la
Versione “Americana”
dalla quale io mi dissocio per ovvi motivi di credibilità. La lascio ad uso di chi vuole leggerla lo stesso.
Tutto accadde nel 1862, durante la guerra civile americana, quando il capitano dell’esercito dell’Unione (nordisti), Robert EL-LICOMBE, con i suoi uomini si trovava presso Harrison’s Landing, nella Virginia, mentre l’esercito confederato (sudisti) era dall’altra parte del campo di battaglia.
Le tenebre calarono dopo una giornata di duri combattimenti tra nordisti e sudisti che lasciò sul campo molti soldati morti di uno e dell’altro schieramento.
Durante la notte, il capitano Ellicombe sentì i gemiti di un soldato ferito nel campo. Senza sapere se fosse dell’Unione o della Confederazione, decise di rischiare la vita per aiutarlo e dargli assistenza.
Arrancando tra il fuoco nemico e rischiando la propria vita, il capitano raggiunse il soldato e lo trascinò al proprio accampamento.
Quando finalmente giunse tra le proprie linee, scoprì dall’uniforme che era un soldato confederato e che, purtroppo, era già morto.
Il capitano accese la sua lanterna per vedere il viso del soldato nella penombra.
E allora restò senza fiato e paralizzato. Si trattava di suo FIGLIO!
Il ragazzo stava studiando MUSICA nel Sud, quando era scoppiata la guerra. Senza dire nulla a suo padre, si era arruolato nell’esercito confederato.
La mattina seguente, con il cuore straziato, il padre chiese il permesso ai superiori di dare al figlio una degna sepoltura, con tutti gli onori militari, nonostante fosse un soldato nemico.
Il capitano chiese se poteva contare sui membri della banda militare per suonare al funerale di suo figlio. La richiesta fu accolta parzialmente. Per rispetto al padre, concessero un solo musicista.
Il capitano allora scelse un trombettiere per suonare alcune note musicali, che aveva trovato nella tasca della divisa del giovane defunto.
Nacque così la melodia indimenticabile, che oggi conosciamo come TAPS, per noi “IL SILENZIO”.
Il testo è il seguente:
VERSIONE INGLESE:
Day is done, gone the sun
From the lakes, from the hills, from the sky
All is well, safely rest
God is nigh
Fading light dims the sight
And a star gems the sky, gleaming bright
From afar, drawing near
Falls the night
Thanks and praise for our days
Neath the sun, neath the stars, neath the sky
As we go, this we know
God is nigh
VERSIONE ITALIANA
Il giorno è terminato, il sole è calato
Dai laghi, dalle colline e dal cielo
Tutto va bene, riposa in pace
Dio è vicino
La tenue luce oscura la vista
E una stella illumina il cielo, brillando chiara
Da lontano, si avvicina
Cala la notte
Grazie e lodi per i nostri giorni
Sotto il sole, sotto le stelle, sotto il cielo
Mentre andiamo, questo sappiamo.
FONTE: Oscar Colonna – Facebook





Lascia un commento